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Colloquio di lavoro con grossa azienda enterprise e la verità sul fallimento di Motorola a Torino

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UPDATE: l'avventura continua col colloquio numero 2, il colloquio numero 3
Ricevo una telefonata da una grande azienda multinazionale che si occupa di consulenza informatica, "salve leggo sul sito x che lei sarebbe interessato a valutare un'oppurtunità di lavoro e bla bla, é daccordo ad effettuare un colloquio presso la nostra sede?", risposta, "ehm.. sì why not".
Bene, il fatidico giorno é arrivato. Mi presento puntuale all'appuntamento e subito scopro di non essere il solo, sì insieme a me ci sono altri giovani più o meno disperati che "valuterebbero" un posto di lavoro.

Il colloquio collettivo: il questionario

Entriamo in una stanza con una tavola ovale e ci viene consegnato un modulo dove riportare per l'ennesima volta i nostri dati e le nostre conoscenze specifiche.
I campi da completare sono un'infinità, tutte le scuole fatte, lavori precedenti, ecc ecc.. addirittura ti viene chiesto se sei un politico, hai parenti politici, hai parenti in azienda X, stato civile.. e come se non bastasse si preoccuperanno anche di indagare sul tuo stato di salute e/o provenienza etnica.

Inizia il video inculcamento di quanto che l'hanno lungo

L'azienda multinazionale X è fighissima e ha sedi in qualsiasi terra emersa, si occupa di pippo ma di pippe e una volta che sei dentro lavorerai in teamwork e avrai la possibilità di accrescere,... Benissimo. Ma quando si prova a fare qualche domanda più pratica sul lavoro che si andrà a fare si tocca con mano tutta la limitatezza dei nostri interlocutori. Loro lavorano sì per una società di consulenza informatica, ma le parole tecniche che citano, le citano a caso come da loro stesso ammesso, perché dopotutto loro sono solo HR, Human resources, risorse umane, fuffoni professionisti che ritirano questionari e sono in grado a capire se le tue competenze possono interessare all'azienda e se tu sei veramente disposto a farti sodomizzare dall'azienda.

Pausa caffé

Il colloqui collettivo é finito, ora ci informano che le macchinette sparano caffé aggratis e in effetti é così, chissà se é solo per questo giorno.
Durante la pausa scambio due chiacchiere e in effetti molti provengono dal mondo informatico o per lo meno tecnico-scientifico, con alle spalle una neolaurea o delle esperienze lavorative più o meno specifiche. Una di queste persone proviene dal ex-centro di Ricerche Motorola, fiore all'occhiello di un centro IT che sviluppava soluzioni fantastiche per tutti tranne che per il mercato, infatti la sua breve vita ha portato molti cervelli ad andarsene oppure a farsi assumere in Replay con i soldi pubblici dopo lo smembramento. Cioé per mantenere la pace sociale si prendono aziende sane e gli si aggiunge il marcio aggiungendo un pizzico di denaro dei contribuenti e poi ci si lamenta che Google o Facebook non sarebbero mai potute nascere in Italia e probabilmente neanche in Europa, bah.
Ma perché questo centro è fallito, secondo una fonte interna la colpa è stata un'errata scelta tecnologica. Motorola ha continuato ad investire in Symbian quando c'era già il boom di Android e quindi non é stata più in grado a vendere telefoni cellulari che interessassero la gente e che fossero competitivi.

Il colloquio personale

Arriva il mio turno a quattrocchi col responsabile HR. "Buongiorno, quali sono le sue impressioni di questa azienda?", "ehm.. inizio con una critica costruttiva, siete alla ricerca di persone motivate ma secondo me non potete chiederci di essere motivati verso questa azienda se poi non siete in grado a spiegarci quali strumenti tecnologici andremo veramente ad utilizzare".
Mi guarda come se fossi io l'esaminatore, "..è come chiederci di essere motivati verso un foglio di carta bianca". La discussione va avanti in modo civile come tra un sordo e un cieco e alla fine mi chiede se sono disponibile ad un'eventuale stage nel caso passassi un eventuale ulteriore colloquio più tecnico con un manager. Le ripeto che non lo escludo a patto che le tecnologie usate siano compatibili con i miei interessi che poi alla fine non sono un capriccio, ma un modo di lavorare che prima o poi spazzerà via tutti questi vecchi pachidermi del software. Mi farà sapere tra circa una settimana, vedremo. :D

Soldi e contratto

Alla fine i soldi e la tecnologia sono la discriminante che mi interessa di più, ma per quello che ho visto le piccole aziende sembrano più aperte al cambiamento e anche a farti saltare vari stage inutili.
Stage retribuito a 620€, assuntione a 18mesi 1100€, la stessa cifra che prendevo da diplomato 7 anni fa. Mentre in una piccola azienda che ha un minimo di interesse nelle tue competenze si arriva a 1500€, vedremo sono solo all'inizio della mia ricerca di mercato. ;P

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