5 punti perché Beppe Grillo ha perso e dovrebbe dimettersi



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Beppe Grillo è il fondatore del Movimento 5 Stelle, ma da sempre si è definito sempre “solo il megafono del MoVimento”, questo schema ha funzionato per innescare il cambiamento nella politica italiana, ma in queste elezioni dove è stato doppiato da Matteo Renzi (e meno di Forza Italia + Lega Nord) si è rivelato un limite, ora se davvero ha a cuore le sorti del movimento dovrebbe lasciare come lui stesso ha detto, altrimenti il M5S è destinato a disgregarsi.
 

Il Maalox è un po debole come auticritica
  • Beppe Grillo è un leader che non governa e non mira a governare in prima persona, spararle grosse e alla fine dire “era uno scherzo” non è una strategia politica che può durare. Lasciare spazio a Di Maio, Di Battista o le primarie potrebbero individuare il giusto leader di M5S che possa prendersi le piazze, ma anche la responsabilità di portare avanti in prima persona la realizzazione di quelle idee.
  • Autodefinirsi “Oltre Hitler” non è divertente
  • Andare a parlare con Matteo Renzi e fare “blablablabla” non è divertente, non sei stato eletto per fare spettacolo, ma per fare qualcosa di concreto. E poi perché con Bersani non sei andato tu e con Renzi sì?
  • Casaleggio che comanda la folla di urlare “Berlinguer” è raccapricciante ed è più da santone che da politico.
  • Il futuro sarà incredibile e il lavoro non sarà più come lo conosciamo ora, ma farneticare in modo approssimativo di invenzioni sperimentali da la brutta impressione i parlare di ciò che non si conosce.

Ovviamente spero che il M5S sappia fare veramente autocritica e migliori la propria comunicazione per smontare il sistema attuale, ma offrendo sempre una proposta futuribile.