Quello che Landini non capisce e Uber prende la palla al balzo



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Landini la nuova star della sinistra italiana è una brava persona, ma come Papa Francesco. Non lo capisco. Non vedo una lettura del mondo contemporaneo che condivido, ma soprattutto non vedo una soluzione o almeno una proposta attuabile sul lavoro e sul resto.

Sciopero UNIONS e Uber
Complimenti a Uber che sfrutta lo sciopero dei mezzi pubblici per fare una campagna di marketing su Facebook

I problemi dell’Italia sono tanti: corruzione, mancanza di lavoro, ingiustizie sociali, assenza di meritocrazia, mancanza di concorrenza reale, precarietà sul futuro, certezza della pena, ecc.. ma fermiamoci un attimo e smettiamola di lamentarci.

La politica dovrebbe trovare la forza di prendere delle decisioni nette e non fare operazioni di marketing tanto per segnarsi una tacca sulla cintura, come ha fatto Matteo Renzi con l’ Abolizione delle province e poi affrontare i problemi significa risolverli alla causa non mascherarli. Se il lavandino perde l’acqua non si può aumentare il getto dell’acqua per dire ho risolto il problema del lavandino. Ma andiamo sul concreto, ovvero quello che mi piacerebbe sentire da Landini, Salvini o un politico a caso.

Lavoro, disoccupazione e diritti

Landini farnetica le stesse cose di sempre della sinistra radicale: dignità lavoro sciopero, sciopero lavoro dignità padrone, più soldi per chi lavora,..
Peccato che si ostini a non rendersi conto che la società del lavoro a 8h x 5 giorni alla settimana è finita e insistere sulle vecchie protezioni come la cassa integrazione, articolo 18 è incomprensibile per la stragrande maggioranza dei giovani lavoratori. I supermercati mettono e casse automatiche e io come consumatore posso comprare su Ebay a qualsiasi ora del giorno e della notte e dall’altra parte c’é qualcuno che risponde, impacchetta e spedisce. Ma non è detto che di lavoro ce ne sarà per sempre, quindi la politica di un Paese moderno dovrebbe preoccuparsi di più di come riallocare e riconvertire le persone senza lavoro che non obbligare le aziende a tenere delle persone che non servono al processo produttivo. E girarsi dall’altra parte come ha fatto il governo verso i tassisti, Uber e la sharing economy non è fare politica, ma fregarsene tanto per poi dare la colpa alla violenza di alcuni.
Peccato che i sindacati continuino a difendere solo alcuni lavoratori, che spesso guadagnano più dei giovani solo perché hanno la fortuna di essere stati assunti con un contratto diverso e non perché portano più valore, per non parlare dei soliti forestali siciliani che invece di riconvertirli si preferisce rimanere nell’emergenza e mantenere le cose così come sono.

Trasparenza, vera concorrenza e certezza della giustizia

In realtà, per aggiustare il problema del lavoro in Italia il problema non è il lavoro, ma quello che ruota intorno..

  • se le tasse aumentano per pagare opere pubbliche inutili e non vengono mai finite (vedi Incalza)
  • se la concorrenza in Italia è un far west senza che nessuno fa rispettare le regole (vedi mercato libero dell’energia e contratti furbetti)
  • se non c’é nessun interesse a farsi fare fatture e scontrini (vedi evasione, elusione, corruzione.. )

È normale poi che chi vuole investire, cambiare gestore, far muovere i capitali, alla fine poi è scoraggiato e preferisce andare all’estero, o anche solo in altri paesi dell’ Unione Europea.