io sono daccordo con te sulla trasparenza della gestione, ma sono convinto che una gestione pubblica, regolamentata per esempio come è previsto dalla legge di iniziativa popolare, faccia dell'acqua non un bene (che posso vendere o regalare), bensì un diritto per l'uomo.
non sono un intellettuale, non riesco a vedere a anni luce da oggi, -neanche a un giorno di distanza, in verità!- quello che accadrà, ma ho paura. una paura reale che si traduce così: se "l'acqua" si privatizzasse ed io non avessi modo di poterla pagare, che faccio? muoio? non mi piace fare pensieri apocalittici, che vedono la terra al tramonto della sua esistenza (li faccio eccome, ogniggiorno!), ma questa paura la vedo concreta, ricordandomi anche delle malattie legate al consumo di acqua impura, nel sud del mondo soprattutto.
se fossi chiamato, però, a farmi una fantasia sul futuro, io credo ce il "film che girerei" fosse più o meno così: "uniche (diciamo pure, pochissime!) fonti di acqua potabile (mi verrebbe da scriverlo con 7 "b"), attorniate da città di ricchi". e per città mi figuro grandezze e popolosità decisamente modeste.
scrivo questo commento, spero, non per ingaggiare un turpiloquio -ho idee politiche molto diverse dalle tue, probabilmente sono uno dei "cosi rossi amici di Chavez", cui ti riferivi!-, ma, semplicemente, per codividere con te il mio pensiero, che è solo il mio e frutto di come io decodifico la realtà che mi circonda (tu hai il tuo...!). mi permetto di dissentire sulla tua affermazione, circa la gestione privata dei beni "in toto", perchè mi sembra di aver visto, che non sempre hanno dato i risultati decantati.
ripeto, spero che non si ingaggi un turpiloquio -ormai sono di moda nei blog di chi dice espressamente "come si vive" il mondo, la politica, la fede...-, io mi chiamo ettore, sono della provincia napoletana e se posso rispondo alle mail su jullbi@hotmail.it
ciao.
io sono daccordo con te
io sono daccordo con te sulla trasparenza della gestione, ma sono convinto che una gestione pubblica, regolamentata per esempio come è previsto dalla legge di iniziativa popolare, faccia dell'acqua non un bene (che posso vendere o regalare), bensì un diritto per l'uomo.
non sono un intellettuale, non riesco a vedere a anni luce da oggi, -neanche a un giorno di distanza, in verità!- quello che accadrà, ma ho paura. una paura reale che si traduce così: se "l'acqua" si privatizzasse ed io non avessi modo di poterla pagare, che faccio? muoio? non mi piace fare pensieri apocalittici, che vedono la terra al tramonto della sua esistenza (li faccio eccome, ogniggiorno!), ma questa paura la vedo concreta, ricordandomi anche delle malattie legate al consumo di acqua impura, nel sud del mondo soprattutto.
se fossi chiamato, però, a farmi una fantasia sul futuro, io credo ce il "film che girerei" fosse più o meno così: "uniche (diciamo pure, pochissime!) fonti di acqua potabile (mi verrebbe da scriverlo con 7 "b"), attorniate da città di ricchi". e per città mi figuro grandezze e popolosità decisamente modeste.
scrivo questo commento, spero, non per ingaggiare un turpiloquio -ho idee politiche molto diverse dalle tue, probabilmente sono uno dei "cosi rossi amici di Chavez", cui ti riferivi!-, ma, semplicemente, per codividere con te il mio pensiero, che è solo il mio e frutto di come io decodifico la realtà che mi circonda (tu hai il tuo...!). mi permetto di dissentire sulla tua affermazione, circa la gestione privata dei beni "in toto", perchè mi sembra di aver visto, che non sempre hanno dato i risultati decantati.
ripeto, spero che non si ingaggi un turpiloquio -ormai sono di moda nei blog di chi dice espressamente "come si vive" il mondo, la politica, la fede...-, io mi chiamo ettore, sono della provincia napoletana e se posso rispondo alle mail su jullbi@hotmail.it
ciao.