Chi crea siti compatibili solo con IE non infrange nessuna legge, ma compie lui stesso una scelta. Quella di escludere una porzione non trascurabile di utenti, quali, ad esempio, quelli di Firefox, la cui diffusione è sempra maggiore (100.000.000 di download per la versione 1.0.7).
Questa scelta può essere accettabile per siti privati o che usano tecnologie non disponibili (anche se non condivido), ma è intollerabile quando il sito fa parte della pubblica amministrazione, che paga con i nostri soldi le licenza di Microsoft e costringe in questo modo noi a fare la stessa cosa.
In Italia siamo molto indietro da questo punto di vista: come al solito tante parole, ma pochi fatti.
Vero in parte
Chi crea siti compatibili solo con IE non infrange nessuna legge, ma compie lui stesso una scelta. Quella di escludere una porzione non trascurabile di utenti, quali, ad esempio, quelli di Firefox, la cui diffusione è sempra maggiore (100.000.000 di download per la versione 1.0.7).
Questa scelta può essere accettabile per siti privati o che usano tecnologie non disponibili (anche se non condivido), ma è intollerabile quando il sito fa parte della pubblica amministrazione, che paga con i nostri soldi le licenza di Microsoft e costringe in questo modo noi a fare la stessa cosa.
In Italia siamo molto indietro da questo punto di vista: come al solito tante parole, ma pochi fatti.