"un'infarinatura in queste 3 lingue è essenziale" [!!!], "conoscerle tutte e tre a fondo è auspicabile" [!!!!!!], "e non è impossibile per chi ha volontà" [beh, certo].
Anzitutto il non sequitur: la premessa di quello che ho citato poco sopra era "le necessità economiche e politiche odierne e future portano alla necessità di comunicazione veloce immediata e comprensibile [per questo]"; se intendevi, come ho capito io, che per l'intercomunicazione intraeuropea è e sarà necessario conoscere almeno un po' di inglese, francese e tedesco, non c'è connessione logica perché 1) UK+Francia+Germania non rappresentano la maggioranza della popolazione europea, 2) la maggior parte della popolazione europea NON conosce e NON conoscerà neanche superficialmente francese e/o tedesco e 3) la intercomunicazione intraeuropea, intendendo la comunicazione tra cittadini di due stati diversi dell'UE, non presenta proprio alcuna differenza dalla comunicazione tra cittadini di due stati diversi qualsiasi (infatti l'UE per ora non è tanto più di un'unione economica) e ha come lingua di preferenza assoluta l'inglese maccheronico americaneggiante, ma proprio ASSOLUTA. Quindi basta e avanza l'inglese, e per attuale diffusione orale e per attuale diffusione scritta e per attuale diffusione culturale e per attuale diffusione in generale.
Eppoi il "non è impossibile": ma certo, ci sono persone che conoscono assai bene 20, 40 e più lingue, NON è impossibile, ma la stragrande maggioranza della gente mai e giammai ha o avrà il tempo di farlo effettivamente, né la voglia, né lo spazio vuoto nel cervello per immagazzinarlo volendo magari non diventare quadrilingui ma occuparsi d'altro.
Infine stringendo sull'Italia (dato che non so come sia andata altrove): l'insegnamento anche solo dell'inglese nelle scuole a partire quasi dalla nascita ha solo dilatato in modo dolorosissimo il tempo effettivamente necessario per apprenderlo e ha condannato la maggioranza della popolazione a mai conoscerlo quanto basta per comunicare con un vero angolofono o anche solo per leggere una qualunque insulsa pubblicazione in inglese (lasciamo perdere pubblicazione tecniche), rendendolo odioso peraltro; come se non bastasse ha finito d'affossare l'italiano, che ora non è conosciuto affatto da nessuno più, ed anzi è vergognoso sapere di persone che alla materna si vedeno insegnare il condizionale in inglese prima ancora di quello in italiano[!!!] e alle superiori poi prorompono in vanti di non conoscere proprio i condizionali o congiuntivi italiani, ma di sapere bene quelli inglesi ...
Ma ti immagini questo sconforto allargato ad altre 2 lingue????
[e mi sono censurato opinioni 'morali' personali su quasi tutto ...]
ma tte piasse ...
... un grande bene!
"un'infarinatura in queste 3 lingue è essenziale" [!!!], "conoscerle tutte e tre a fondo è auspicabile" [!!!!!!], "e non è impossibile per chi ha volontà" [beh, certo].
Anzitutto il non sequitur: la premessa di quello che ho citato poco sopra era "le necessità economiche e politiche odierne e future portano alla necessità di comunicazione veloce immediata e comprensibile [per questo]"; se intendevi, come ho capito io, che per l'intercomunicazione intraeuropea è e sarà necessario conoscere almeno un po' di inglese, francese e tedesco, non c'è connessione logica perché 1) UK+Francia+Germania non rappresentano la maggioranza della popolazione europea, 2) la maggior parte della popolazione europea NON conosce e NON conoscerà neanche superficialmente francese e/o tedesco e 3) la intercomunicazione intraeuropea, intendendo la comunicazione tra cittadini di due stati diversi dell'UE, non presenta proprio alcuna differenza dalla comunicazione tra cittadini di due stati diversi qualsiasi (infatti l'UE per ora non è tanto più di un'unione economica) e ha come lingua di preferenza assoluta l'inglese maccheronico americaneggiante, ma proprio ASSOLUTA. Quindi basta e avanza l'inglese, e per attuale diffusione orale e per attuale diffusione scritta e per attuale diffusione culturale e per attuale diffusione in generale.
Eppoi il "non è impossibile": ma certo, ci sono persone che conoscono assai bene 20, 40 e più lingue, NON è impossibile, ma la stragrande maggioranza della gente mai e giammai ha o avrà il tempo di farlo effettivamente, né la voglia, né lo spazio vuoto nel cervello per immagazzinarlo volendo magari non diventare quadrilingui ma occuparsi d'altro.
Infine stringendo sull'Italia (dato che non so come sia andata altrove): l'insegnamento anche solo dell'inglese nelle scuole a partire quasi dalla nascita ha solo dilatato in modo dolorosissimo il tempo effettivamente necessario per apprenderlo e ha condannato la maggioranza della popolazione a mai conoscerlo quanto basta per comunicare con un vero angolofono o anche solo per leggere una qualunque insulsa pubblicazione in inglese (lasciamo perdere pubblicazione tecniche), rendendolo odioso peraltro; come se non bastasse ha finito d'affossare l'italiano, che ora non è conosciuto affatto da nessuno più, ed anzi è vergognoso sapere di persone che alla materna si vedeno insegnare il condizionale in inglese prima ancora di quello in italiano[!!!] e alle superiori poi prorompono in vanti di non conoscere proprio i condizionali o congiuntivi italiani, ma di sapere bene quelli inglesi ...
Ma ti immagini questo sconforto allargato ad altre 2 lingue????
[e mi sono censurato opinioni 'morali' personali su quasi tutto ...]