Salone del Gusto

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Oggi sono andato al Salone del Gusto / Terra Madre, anche se non ho ben capito dove iniziava uno e dove finiva l'altro.
L'ho visitato nel modo più ordinato possibile facendo avanti-indietro su tutte le corsie dall'inizio alla fine.

Padiglione estero

C'erano tantissimi espositori inglesi con formaggi simili al Gorgonzola, ma molto più stagionati e birra; l'unico stand giapponese che ho trovato dava saké e aveva qualche pacchettino di alghe confezionate.

Padiglione italiano

C'erano marchi come Lavazza e Galbani, ma la parte da leone l'anno fatta i tantissimi produttori locali, impossibile descrivere tutti i profumi e i sapori presenti negli stand, però tra le cose che ho gradito di più ci sono state le olive ascolane, i fichi al forno calabresi con aromi, i formaggi di Beppino Occelli, specialmente quelli di capra (alcuni si trovano anche al supermercato), la birra artigianale, ne ho assaggiata una, ma mi sembravano tutte buone

Padiglione slowfood

In parte qui si trovavano le stesse cose del secondo padiglione, ma veniva più evidenziata la tipicità dei prodotti; inoltre ogni stand era focalizzato su un prodotto specifico quindi era molto più chiaro avere informazioni sulla provenienza, lavorazione del prodotto.

Terra Madre

Non sono sicuro del titolo, ma oltre ai grandi padiglioni, c'erano anche delle zone dedicate ai mercati rionali e al commercio equo solidale. Slow Food, ormai internazionale, ha fatto venire anche dai paesi del terzo mondo delle rappresentanze per far conoscere i loro prodotti. L'allestimento era suddiviso per continenti. Una curiosità, chi veniva dall'Africa mostrava la propria merce a terra in vero stile bazaar.

Le cose che mi hanno più colpito sono stati i vegetali che non fanno parte del consumo di massa: amaranto, quinoa, cardamono, mini pomodori a forma di pera, tipi di mais diversissimi, limone a forma di mano, non ho resistito e mi sono dovuto prendere qualche campione promozionale di seme per il mio piccolo giardino.
Avevo preso anche il seme del cacao, peccato che mi sono poi accorto che era tostato, ma anche margiarlo è stato una bella esperienza.. come un chicco di caffé ma al 100% cacao.